Dicono di noi

IlSole24Ore – 12/04/2011

“Per la cultura fondi fai-da-web” di Serena Danna

[…] Mentre in tanti promettono battaglia per il Fondo [ndr. Fondo Unico per lo Spettacolo] a Napoli due ragazzi, Adriana Scuotto e Antonio Scarpati, hanno avuto un’idea. Da ottobre lavorano per lanciare Fund For Culture, sito web che finanzi iniziative culturali. […] In Italia, dove l’imprenditoria creativa stenta, il napoletano Fund For Culture, nato all’interno di Kublai, il contenitore online per l’innovazione del Ministero dello Sviluppo Economico, si fa mediatore tra enti e comunità online per il lancio di iniziative. […] leggi tutto l’articolo!

Kublai

Nicola Salvi

 

FFC mette in azione le energie positive perché il contributo di ognuno è fondamentale


Aporema Onlus

La peculiarità del progetto di FFC così strutturato, e’ in grado di produrre effetti sostanziali sulle relazioni tra l’impresa, colui che dona, e il luogo sul quale si interviene, l’ambiente antropizzato di intervento.

FFC tiene fortemente conto della necessità di ascolto dei bisogni ai quali dare voce, sostenendo il principio che la cultura e’ vero tramite tra le diversità che compongono un insieme comune, costruend, quel senso di responsabilità sociale, vero ‘fatturato’ di crescita, produttore sostanziale di  cambiamento.

Donare per la cultura vuole dire farsi attori del mutamento, traduttori di rinnovate coscienze di persone attive in ogni ambito della società.

Un sistema che non si occupa di come produrre cultura e’ un sistema senza futuro.

FFC, invita, in sintesi, a costituire un puzzle di molteplici motivazioni che fanno della cultura un volano sostanziale di aggregazione, formando, così, quel paradigma che si svolge attraverso la seguente equazione: dare funzione ad ogni elemento non in quanto preesistente alla somma, ma “esistente” solo nelle relazioni tra diverse unità, assolvendo, in toto, al principio di trama e ordito. L’uno sottende l’altro.

Kublai

Luca Massimo Ferrabue

FFC prima era una speranza, poi è sembrato un miraggio ed infine dopo tanto cammino è diventato una realtà: tutto questo è successo perché ci crediamo

 

Napoli Città Visibile

Maria Teresa Iacolare

FFC è un progetto da sostenere e da promuovere per due motivi fondamentali:
1- per lo spirito, la necessità e la fattibilità dell’iniziativa: crowdfunding e community sono elementi già vincenti in altre realtà ed àmbiti, abbinati alla sfera culturale diventano vitali nello scenario attuale;
2- per la passione e la competenza di chi promuove il progetto: il valore di chi ha una formazione specifica nell’ambito del management applicato alla cultura è ben visibile nel team di FFC e siamo orgogliosi e felici di notare che fa la differenza, anche se nel nostro Paese non ne è ancora riconosciuta la Professionalità.
“Goccia a goccia” tutto si può e noi ci crediamo! :)

Gruppo Archeologico Vesuviano

Lino Sorrentino

Il progetto Fund for Culture, è una “doverosa” novità di cui, necessariamente, il mondo telematico e la risorsa culturale mondiale, da lungo tempo, abbisognavano. È noto a tutti che viviamo in un segmento temporale nel quale sempre minor credito e minor importanza vengono riconosciuti ad una delle risorse fondamentali della Società moderna: la Cultura; quella stessa pittoricamente designata come il “Mare Magnum” al quale l’Umanità in cammino, in ogni era della sua Storia deve volgersi ed al quale deve ritornare per riappropriarsi della consapevolezza di una dignità e dell’orgoglio di una Esperienza unica. In tale ottica, allora, Fund for Culture, diventa realmente – e l’espressione artistica rende a pieno l’idea concettuale – un “giardino web” al quale può accedere chiunque, addetto ai lavori e non – sia interessato a sostenere ed incentivare il discorso culturale in modo propositivo, e, soprattutto concreto – piantando i cosiddetti “semi” progettuali con i quali va ad ingrandire ed implementare l’orizzonte della piattaforma web.
Di qui, indispensabile, la formula contributiva “goccia a goccia” la quale attraverso costanti se pur minime erogazioni di natura economica consente di affiancare una possibilità ed una offerta di budget parallela a quella ufficialmente prevista e, purtroppo ultimamente, sempre più concepita al ribasso. Ritengo, pertanto, che l’unicità e la peculiarità stessa di questo portale, innanzitutto in riferimento agli “Attori” cui si rivolge: Artisti, Associazioni, Fondazioni, Istituzioni pubbliche e private, etc…, consista nella diretta ed immediata percezione della Soggettività e dell’Autonomia informativa che ad ognuno di essi è riconosciuta, potendo direttamente intervenire nell’”ager publicus culturalis” e proporre i propri “semi progettuali” – espressione diretta delle specifiche competenze settoriali di ognuno di loro. Un tessuto, dunque, a maglie strette e fitte che partendo da piccole gocce, procede e si autogenera consolidandosi – goccia a goccia – sulla compattezza e sull’originalità del proprio marchio.

A piene mani – Dono, dis-interesse, beni comuni

Prof. Ugo M. Olivieri

Il progetto portato avanti da Adriana Scuotto e dai suoi amici ha due caratteristiche che mi hanno colpito e colpito in modo tale che ho voluto invitarli al convegno organizzato da me e da Alberto Lucarelli il 17 maggio su Dono, dis-interesse e beni comuni nella società post-moderna>> . Dicevo che del loro progetto mi ha colpito innanzitutto la semplicità dell’idea, nel senso che è di quelle idee che quando qualcuno la pensa e la mette in pratica ti viene da dire ma certo era così evidente perchè non ci si è pensato prima>>. Ossia fa parte di quelle idee che bisogna avere il coraggio di pensare e di metterele in pratica perchè hanno una presa sull’immaginario della gente per la loro evidenza. L’altro punto è connesso a quest’idea dellla cultura come bene comune immateriale, come patrimonio, cioé, da salvaguardare e tutelare ma soprattutto da incrementare per il suo potenziale di democrazia di base e di attività riproduttrice di investimenti sociali e di circolazione di investimenti. In un momento di regressione verso pensieri “arcaici” che collegano la cultura alle pure attività improduttive, fa bene ritrovare delle persone che sanno attraverso la “fiducia” tra emittente e ricevente di cultura ( e qui voglio assolutamente bandire termini quali <<produttori>> e <<consumatori>> che appartengono ad altri lessici non fruibili per la cultura)  rilanciare la possibilità di un’azionariato popolare della cultura.

Il Girone degli Attori

Armando Iodice, Angela Magno

Specialmente noi giovani, siamo stufi della parola “magari” oppure “chissà”, non ci piace nemmeno più usare la parola “speranza”. Fund for culture è la base dove possono poggiare tutti i progetti culturali rintanati in quattro mura o addirittura tenuti nel cassetto per i soliti e ovvi motivi. Facciamo in modo che la parola usata da tutti diventi “opportunità!” Fund for culture… partendo dalla “cultura” può risolvere le problematiche del sociale.

 

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